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L' Istituto Giancarlo Siani di Napoli partecipa al evento UniStem Day 2026

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Presentazione UniStem Day 2026 Napoli
UniStem Day 2026 a Napoli

UniStem Day 2026 a Napoli

UniStem Day è il più grande evento mondiale dedicato alla divulgazione della ricerca sulle cellule staminali, si svolge ormai da 18 anni nel mese di marzo. È una storia bellissima che nasce da un gruppo di ricercatori, tra cui la scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo nel 2009 proprio a Milano. Dal 2013 diventa evento europeo e infine mondiale.

L’obiettivo era semplice ma ambizioso: uscire dai laboratori per parlare direttamente ai ragazzi delle scuole superiori, spiegando cos’è la scienza, come funziona il metodo scientifico e quali sono le reali potenzialità delle staminali.

L’UniStem Day 2026 a Napoli si è tenuto il 20 marzo 2026 presso il Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo dell’Università Federico II, è stata la XVIII edizione, dal titolo “Liberi di scegliere”.

La giornata è stata un’occasione per l’apprendimento, la scoperta, il confronto nell’ambito della ricerca scientifica. Sono state trattate esperienze collegate alla ricerca, all’essere scienziato giorno dopo giorno e ai meccanismi di formazione della conoscenza che contribuiscono al progresso tecnologico scientifico. L’evento si è svolto contemporaneamente in 93 università e istituti di ricerca nel mondo di 12 paesi, due continenti e 30.000 studenti: tutti insieme pronti ad intraprendere l’infinito viaggio della ricerca scientifica.

In questa importante manifestazione, gli alunni della 4 Z dell’Istituto Giancarlo Siani di Napoli indirizzo Biologico sanitario hanno presentato ’O Scenziato ’nnammurato.

’O Scenziato ’nnammurato è il testo trasformato sulla musica che più accende l’animo dei napoletani. Esso unisce in modo originale due mondi solo apparentemente lontani: quello della scienza e quello dei sentimenti. Attraverso un linguaggio semplice ma ricco di immagini poetiche, il testo racconta la vita di uno scienziato lontano da casa, che trova nella ricerca non solo una professione, ma una vera e propria forma d’amore.

Il protagonista vive tra provette, cellule e scoperte, ma il suo lavoro non è freddo o distante: è guidato dalla passione, dalla speranza e dal desiderio di migliorare il mondo. La scienza diventa così una compagna fedele, capace di dare forza nei momenti difficili e di trasformare la fatica quotidiana in qualcosa di significativamente grande.

Il ritornello, con il riferimento al “nucleo” e al “core”, crea un parallelo tra il cuore umano e il cuore della ricerca scientifica, sottolineando come la scienza stessa possa essere il primo e più grande amore. Le cellule, che si dividono e si rinnovano, diventano simbolo di vita, resistenza e speranza per il futuro.

Il nostro vuole essere un messaggio positivo e profondo: anche di fronte alla malattia e alle difficoltà, la scienza resta una luce vicina all’uomo, un atto d’amore continuo verso la vita.

Foto di gruppo degli studenti all'UniStem Day 2026
Foto di gruppo degli studenti dell’Istituto Giancarlo Siani